Ero già piuttosto colpita dal nuovo servizio Amazon Pantry, quando questa mattina scopro che sono stati lanciati i bottoni Amazon Dash: credo che il retail stia per subire una nuova, ulteriore rivoluzione.

Amazon Pantry: la spesa si fa in un click

Si tratta di un servizio tramite il quale si può comporre una spesa familiare riempendo una “scatola” fino a che lo spazio non è completo (20 Kg): la scatola viene consegnata il giorno successivo al costo (riservato agli utenti Prime) di € 3,99.

Oltre alla comodità, la sicurezza e l’affidabilità della logistica Amazon, Pantry promette prezzi vantaggiosi, formati di uso quotidiano e un assortimento degno dei migliori supermercati (rimane escluso solo il fresco).

…e poi arriva il bottone magico: Amazon Dash

Oggi scopro che Amazon ha lanciato questo aggeggino, piccolino, brandizzato con i marchi di largo consumo più noti. Approfondisco il tema e scopro che si tratta di un piccolo dispositivo wi-fi, programmabile tramite un’app su Android o iOs che ti permette di ordinare un prodotto premendo un pulsante.

In pratica, se hai paura di rimanere senza caffè, puoi sistemare il Dash in dispensa e non appena ti accorgerai che il caffè sta per finire, clicchi e parte l’ordine. Sullo Smartphone riceverai immediatamente una notifica che ti consentirà anche di annullare la richiesta nel caso ti fossi sbagliato o avessi cambiato idea. Anche in questo caso, consegna il giorno successivo.

Il costo (contenuto, € 4,99) di Amazon Dash viene scalato dal primo ordine, consentendo alle persone di rendere interattiva la propria dispensa a costo zero.

Perchè è una rivoluzione

Tutto questo, arrivato abbastanza in sordina e senza annunci preventivi, rappresenta un nuovo paradigma per lo shopping e rivoluzionerà ulteriormente il mondo del retail.

Amazon è diventato quello che è, la killer application per l’ecommerce e uno dei più grandi retailer al mondo, proprio con meccanismi semplici: il bottone di acquisto con 1 click è stato il più lampante di questi esempi.

C’è alla base una filosofia orientata profondamente al cliente: tutto deve essere facile e veloce. Le persone non vogliono perdere tempo, vogliono avere tutto, prima possibile, in comodità, senza rischi e possibilmente risparmiando.

Amazon Dash è l’uovo di colombo dello sfruttamento dei micromoments: ti permetto di comprare la carta igienica nel momento (e nel luogo) in cui mi accorgo che è quasi finita (sconsigliato ordinarla proprio quando è finita: 24 ore per certi tipi di attesa rimangono comunque troppi…).

I prodotti di largo consumo, ultimo baluardo del retail locale, anche se predominio della GDO, diventano terreno fertile per l’ecommerce non tramite mirabolanti invenzioni di domotica, ma tramite la più semplice delle soluzioni: un bottone per prodotto, posizionato là dove il prodotto serve.

Il genio nel creare bottoni brandizzati è qualcosa di più brillante ancora: mentre i supermercati vendono alle marche la posizione più in vista nelle corsie, ora Amazon potrà vendere alle marche la posizione più in vista sugli scaffali di casa nostra. Dobbiamo aggiungere qualcosa?

C’è futuro per il retail tradizionale?

Mentre come digital marketer e donna impegnatissima e sempre alla ricerca di nuovi modi per risparmiare tempo, non posso che accogliere questa innovazione come un ulteriore strumento per rendere le incombenze quotidiane più semplici, come consulente per il retail non posso che ragionare sulle conseguenze che un passaggio epocale di queste dimensioni possa rappresentare per il commercio tradizionale.

Si tratta di un’ulteriore conferma che per mantenere delle posizioni di mercato interessanti il retail tradizionale debba ripensare completamente se stesso, orientandosi sugli unici fattori differenzianti in cui la presenza fisica e l’unicità possono fare la differenza in positivo:

  1. la relazione personale: se la relazione è vincente, come il patto di fiducia, non ci sarà sito che tenga. Fare la spesa è un piacere, mi fido e sono tranquillo, perchè devo cambiare?
  2. la competenza, l’assistenza e il servizio individuale: bisogna essere esperti ed affidabili, saper consigliare, fare in modo di essere noi stessi il valore aggiunto del nostro negozio.
  3. la qualità e la ricerca del prodotto di nicchia: procurare il prodotto, la consulenza e il servizio più specializzati che ci sono, dare qualcosa di difficilmente reperibile, scoprire abbinamenti e formule commerciali nuove.

Il commercio sta cambiando a una velocità strepitosa che non possiamo fermare: è l’era della logistica, della facilitazione tramite la tecnologia. Non possiamo modificare questa tendenza, solo cavalcarla.

By | 2017-06-17T14:47:48+00:00 novembre 9th, 2016|Marketing Digitale|0 Comments

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Classe 1975, imprenditrice a 20 anni, mamma a 34, ho sviluppato il primo sito web da sola con BloccoNote nel 1997 e da allora ho sempre vissuto on line. Mi occupo di marketing (soprattutto digitale) e di comunicazione (soprattutto aziendale). L’avvento dei social network mi ha portato a sviluppare la convinzione che al centro del successo ci siano sempre le persone. In questi anni ha collaborato con oltre 300 aziende della distribuzione commerciale in Italia e all’estero.
Titolare, insieme ad Ercole Renzi, dell’agenzia Sr Comunicazione opera ogni giorno per aituare le persone e le aziende a comunicare meglio online e offline e lavorare meglio, guadagnare di più ed essere un più felici.

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Alessandra Salimbene, The Personal Branding Coach

Il mio lavoro è quello di insegnare a comunicare in modo più efficace on line e off line per permettere ai miei clienti di costruire il proprio brand, raggiungere i propri obiettivi e (why not?) essere più felici